Consumo e sporcizia

Carello

Ultimamente si parla tanto di inquinamento e la riduzione delle “emissioni”. Questo mi fa ricordare come Dio ha sfamato gli ebrei nel deserto durante l’esodo ed i Suoi specifici commandamenti (Esodo 16):

“Ecco, io sto per far piovere pane dal cielo per voi: il popolo uscirà a raccoglierne ogni giorno la razione di un giorno, perché io lo metta alla prova, per vedere se cammina secondo la mia legge o no.”

[19] Poi Mosè disse loro: “Nessuno ne faccia avanzare fino al mattino”.
[20] Essi non obbedirono a Mosè e alcuni ne conservarono fino al mattino; ma vi si generarono vermi e imputridì.

Alla fine, emissioni più o meno grandi, non è questo il nostro problema attuale. Il grande problema è il consumismo sfrenato, l’individuo viene incoraggiato a consumare di più, molto di più di quello che gli serve perché, secondo qualcuno, fa girare l’economia. Ci ricordiamo tutti la pubblicità ministeriale del tipo che riceveva ringraziamenti perche ha fatto la spesa.

In realtà gli avanzi di questo individuo generano sporcizia, sporcizia che nel nostro giorno si chiama inquinamento, congestione di traffico, guerra per petrolio, vari scandali per la presenza di cartelli, sovvenzioni per agricoltura oppure per i produttori di automobili e tant’altro.

Leggevo qualche mese fa un articolo su quant’è difficile estrarre il platino, quel metallo che serve a produrre le marmitte catalittiche. E’ difficilissimo. E per purificarlo si inquina, molto di più rispetto alla riduzione degli emissioni che si ottiene. L’idea è che si inquina altrove. E poi l’Europa grida che sono i cinesi ed i paesi non sviluppati che contribuiscono di più all’aumento delle emissioni di gas di sera.

Secondo me, in questo giorno di quaresima, c’è un buon momento per riflettere. Sarà sufficiente produre motori sempre più efficienti oppure dovremmo davvero smettere di stimolare i consumi?


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